La Russia sviluppa un sistema di protezione antidroni per il sistema di difesa aerea Tor

La Russia sviluppa un sistema di protezione antidroni per il sistema di difesa aerea Tor
La Russia sviluppa un sistema di protezione antidroni per il sistema di difesa aerea Tor (Foto: USF)

Kupol, azienda russa della difesa, ha presentato un concept di sistema progettato per proteggere il sistema di difesa aerea Tor dagli attacchi dei droni ucraini.

Secondo il portale ucraino Militarnyi, l’informazione è stata condivisa dal ricercatore di veicoli blindati Andrii Tarasenko.

Secondo Tarasenko, il sistema proposto combina strumenti di guerra elettronica (EW), rilevatori di segnali dei droni e moduli di disturbo sia a 360 gradi sia direzionali. I rilevatori sono installati diagonalmente, nella parte anteriore e posteriore del veicolo, e sono collegati a un’unità di controllo e a una fonte di alimentazione.

Il sistema opera in due modalità indipendenti. La prima è una modalità omnidirezionale, che fornisce una protezione completa a 360 gradi del veicolo da combattimento disturbando i segnali di controllo dei droni FPV fino a una distanza di 500 metri.

In questa modalità viene creato un campo di disturbo emisferico, che copre 360° in azimut e fino a 90° in elevazione. Può emettere interferenze continue oppure attivarsi automaticamente quando vengono rilevati segnali di trasmissione video dei droni.

La Russia sviluppa un sistema di protezione antidroni per il sistema di difesa aerea Tor
(Foto: Andrii Tarasenko)

La seconda modalità è basata su settori ed è progettata per contrastare i droni da ricognizione a distanze molto maggiori, fino a 5 km. A tal fine viene utilizzato un insieme di antenne direzionali montate sull’antenna del radar di tracciamento e sincronizzate con il suo movimento, permettendo al sistema di disturbo di puntare automaticamente nella direzione del bersaglio tracciato.

Il modulo direzionale è dotato di generatori di disturbo con polarizzazione verticale, operanti nella gamma di frequenze da 415 a 5860 MHz con una potenza di uscita di almeno 2 kW, garantendo una soppressione efficace dei canali di controllo e navigazione dei droni a lunga distanza.

Va notato che i principali sistemi militari di difesa aerea, tra cui il Tor, il Buk e il Pantsir, stanno diventando sempre più bersagli di droni tattici, operativo-tattici e FPV ucraini. Pertanto, si ritiene che questo concept sia nato come risposta all’elevato livello di perdite, che sta spingendo la Russia a cercare nuovi modi per contrastare questa minaccia.

Allo stesso tempo, tali soluzioni potrebbero rivelarsi inefficaci a causa dei continui cambiamenti nelle frequenze di controllo, nonché dei progressi nei sistemi di volo e guida autonomi.

Secondo Militarnyi, un approccio più efficace potrebbe essere quello di proteggere questi sistemi con gruppi di fuoco mobili e utilizzare misure di protezione passiva, inclusi elementi di corazzatura aggiuntivi.

Foto: USF / Andrii Tarasenko. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.

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